TAPPA / STAGE 2: Rifugio Galassi / San Marco > Rifugio Chiggiato / Baion

Path 250 from Rifugio Galassi to Forcella del Ghiacciaio (Variant 2)

Scendiamo in Val d’Oten per un cappuccino nella splendida Capanna degli Alpini. Qui imbocchiamo il percorso per fuoristrada che costeggia il letto del torrente fino a raggiungere un ponte sul Rio Diassa. Da lì inizia un’erta salita attraverso il bosco fino al Rifugio Chiggiato, una fermata ideale per il pranzo con vista sul Cadore, che Amelia e Lucy percorsero in lungo e in largo. I panorami circostanti sono sbalorditivi, specie il puntuto crinale degli Spalti di Toro di là dalla valle.

Dal Rifugio Chiggiato seguiamo un sentiero che serpeggia lungo la linea degli alberi sotto ai crinali delle Marmarole. Il sentiero è piuttosto pianeggiante per la maggior parte del percorso, finché non raggiunge una sezione ben contrassegnata e cablata del crinale meridionale della Croda Bianca. Ci sono alcuni cavi d’acciaio per ulteriore sicurezza. Il sentiero è ben contrassegnato con vernice rossa e il cavo fornisce un saldo corrimano. Non è necessario portare un’imbragatura né assicurarsi al cavo.

La Variante 2 attraversa il crinale che separa i due ghiacciai dell’Antelao usando la Via Ferrata del Cadorin, poi scende la Valle dell’Antelao che corre parallela alla Val d’Oten. Le strade si uniscono di nuovo al ponte sul Rio Diassa.

Il Rifugio Baion è uno dei luoghi magici meglio conservati delle Dolomiti. Questa romantica costruzione rurale conserva molte delle caratteristiche originali e vale decisamente la pena seguire l’Alta Via Amelia per pernottare qui. Dino, il cortese gestore del rifugio, ci mette a contatto con gli stessi spiriti umani delle Dolomiti che incontrarono Amelia e Lucy, e che Amelia descrisse con gradita sorpresa quando vi si imbatté per la prima volta all’Albergo Alle Grazie, nella vicina Auronzo, facendo la conoscenza con la direttrice dell’hotel.

We descend into Val d’Oten for a cappuccino at the beautiful Capanna degli Alpini. Here we pick up the jeep track along the valley floor to a bridge over river Diassa. From there it’s a steep climb up through the forest to Rifugio Chiggiato, an ideal lunch stop, overlooking Val Cadore, which Amelia and Lucy travelled through. The views all around are stunning, especially the spiky ridge of Spalti di Toro across the valley.

From Rifugio Chiggiato, we follow an undulating path along the treeline below the cliffs of the Marmarole. The path is fairly level most of the way until it reaches a well-marked cabled section on the southern ridge of Croda Bianca. There are a few short steel wires for extra safety. The path is well-marked with red paint and the cable provides a secure handhold. It is not necessary to carry a harness or clip onto the cable.

Variant 2 crosses the ridge that separates the two Antelao glaciers using Via Ferrata del Cadorin. Then it descends Val Antelao, which runs parallel to Val d’Oten. The routes merge again at the bridge over River Diassa.

Rifugio Baion is one of the best-kept secrets in the Dolomites. This romantic farmhouse contains many original features and it is worth following Alta Via Amelia just to stay here for a night. Dino, the rifugio’s gracious host, connects us with the same human spirits that Amelia and Lucy encountered. It was the welcome from the landlady at the Albergo Alle Grazie, in nearby Auronzo, that Amelia first described what we call the ‘human spirits’ as they were a kind and welcome surprise.


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