Variant 8

Tuesday 16 August 

 Climbing with Alex is like travelling through time. We share so much in common: our feelings and emotions about mountains; our sense of fun and adventure; our attitudes to life, nature and humanity; and, most of all, the freedom to follow our dreams. So much so, that for the last four days it felt as if I was climbing with myself when I was 45 years younger, with two mportant differences - Alex is a much better climber than I ever was and an Everton-blue. 

 When I woke up this morning I left my head in the rifugio, together with my passport. When I realised at the foot of the rockface, we knew we had to climb down and then back up to Rifugio Pomedes, using another via ferrata after our climb. Not a good start to the day. 

Via ferrata Punta Anna is Grade 4, which is now beyond my comfort zone, and a challenging, exciting mountain adventure - climbing a steep, narrow rocky arête with huge vertical drops on both sides to the valley far below. Thankfully Alex kept me on a tight rope for most of the way. 

 The route was busy with other climbers enjoying what is probably the best climb in the whole valley. The views are amazing, the climbing is sustained and all day long we appreciated warm sunshine and cool mountain air. It was the best way to end my completion of Alta Via Amelia and some of the variants - on a real high.

 At the end of climb, Alex taught me how to scree run quickly, even at my age. Back up at Rifugio Pomedes, we enjoyed the rest of the afternoon with a strange sense of exhilaration that we had completed the climb, combined with exhaustion and Weissbier, while Alex practised his Italian with the rifugio's welcoming and gracious owner, Signora Ghedina.

 

16 agosto 2016

Scalare con Alex è come fare un viaggio nel tempo. Abbiamo tantissimo in comune: i nostri sentimenti e le nostre emozioni riguardo alle montagne; il nostro senso di divertimento e di avventura; il nostro atteggiamento verso la vita, la natura e l’umanità; e soprattutto, la libertà di seguire i nostri sogni. Al punto che, negli ultimi quattro giorno mi sembra di viaggiare con me stesso quando avevo 45 anni in meno, ma con due differenze importanti: Alex è uno scalatore molto più abile di quanto non fossi mai stato – e poi tifa per Everton!

Quando mi sono alzato stamattina, ho lasciato la testa al Rifugio Pomedes, insieme al mio passaporto.  Mi sono accorto quando eravamo ai piedi della parete rocciosa, e sapevamo che ci toccava scendere e risalire al rifugio, facendo uso di un’altra via ferrata dopo la salita. Non era un buon inizio di giornata.

La Via Ferrata Punta Anna è di difficoltà 4, di là dalla mia zona di conforto oggigiorno, e un’avventura montana impegnativa ed eccitante – un’arrampicata tra un costone ripido e stretto con precipizi verticali da tutte e due le parti fino alla valle lontana laggiù. Per fortuna Alex mi ha tenuto “al guinzaglio” per la maggior parte del percorso.

Il sentiero era molto frequentato, con altri scalatori che si godevano quello che è, in tutta probabilità, la migliore arrampicata di tutta la vallata. Le viste erano incredibili, il percorso sostenuto e tutto il giorno ho apprezzato il calore del sole e l’aria fresca della montagna. Era il miglior modo per completare il percorso dell’Alta Via Amelia e alcune delle sue varianti, con una sbornia di entusiasmo.

Dopo la salita, Alex mi ha insegnato come correre velocemente per la pietraia anche alla mia tenera età! Tornati al Rifugio Pomedes, ci siamo goduti il resto del pomeriggio con uno strano senso di euforia per aver compiuto la salita fino all’esaurimento fisico, stappandoci una Weiss, mentre Alex esercitava il suo italiano con l’accogliente e graziosa proprietaria Sig.ra Ghedina.