Variant 2

14 August 2016

More cloudless sky as we left Rifugio San Marco climbing quickly to Rifugio Galassi for our second breakfast 90 minutes later. Just as we were leaving we met Annette and Nadine who had stayed in San Marco last night. They wanted to cross Forcella Ghiacciao to Rifugio Antelao, where we were heading, but had no safety equipment and decided to go down one valley and climb back up the next parallel valley to join the path to Rifugio Antelao beyond the glacier - a long descent followed by a steep, tiring climb. We wished them well.

 The path from Rifugio Galassi to the slabs below Forcella Ghiacciao is tough to follow, always steep and rocky under the roasting sun. I was worn out at the foot of the slab where we stopped for lunch and had to run fast to dodge a huge boulder dropping from the steep ice slopes above.

 The climb up the slabs is fabulous, always protected with cable, it requires good climbing techniques to cross steep, smooth slabs and narrow, steep chimneys. All the time we could see chamois peeking over the edge of the slabs a few hundred metres above.

 When we topped the slabs we were on a narrow ridge with a much steeper drop on the other side to the glacier below. We crossed this carefully with arms outstretched. 

 It was a long descent on the other side over the rough moraines and down to the footpath that led to another pass we had to cross. There, to all our surprise, we met Annette and Nadine who led us all the way to the rifugio. 

 There was an air of celebration in the rifugio and the evening ended with grappa and giggles as we crept into the dormitory trying to find our bunks in the dark while some guy's headlamp was strobing away.

 

14 agosto 2016

Cielo sempre sereno per la nostra salita dal Rifugio San Marco fino al Rifugio Galassi dove abbiamo fatto la nostra seconda colazione 90 minuti più tardi. Stavamo per partire quando abbiamo incontrato Annette e Nadine che avevano pernottato al San Marco la notte precedente. Volevano attraversare Ghiacciaio Forcella fino al Rifugio Antelao, che era anche la nostra meta, ma non avevano le necessarie attrezzature di sicurezza, quindi hanno deciso di scendere la vallata, risalire la successiva in parallelo e raggiungere il sentiero per Rifugio Antelao dopo il ghiacciaio. Una discesa lunga, seguita da una salita ripida e faticosa. Le abbiamo fatto i nostri auguri.

Il sentiero da Rifugio Galassi fino alle lastre sotto Forcella Ghiacciao è duro da seguire, sempre ripido e roccioso sotto il sole torrido. Ero già sfinito ai piedi delle lastre, dove ci siamo fermati a pranzare e abbiamo dovuto schizzare via per evitare un masso gigantesco che cadeva dai pendii ghiacciati sovrastanti.

Salire le lastre è favoloso, sempre protetti dal cavo, sono necessarie buone tecniche di arrampicata per attraversare le lastre lisce e scoscese e i cammini ripidi e stretti. Tutto il tempo scorgevamo dei camosci che ci spiavano dal bordo delle lastre qualche centinaio di metri sopra di noi.

Superate le lastre, ci siamo trovati su una cresta strettissima con una discesa a piombo dall’altra parte fino al ghiacciaio sottostante. L’abbiamo attraversata con grande cura e con le braccia distese.

La discesa era lunga sulle morene irregolari fino al sentiero che ci conduceva fino ad un altro passo che dovevamo varcare. Con nostra grande sorpresa, lì abbiamo incontrato Annette e Nadine che ci hanno accompagnato fino al rifugio.

C’era aria di festa al rifugio e abbiamo concluso la serata tra grappa e risate, per poi cercare i nostri posti letto nel buio aiutati dalla luce stroboscopica di un ragazzo che dormiva.