Rifugio Treviso

8 July 2016

I've climbed in the fabulous Pale group many times, starting from San Martino or Primiero or along Val Gares from Rifugio Mulaz, but I've never entered the range through Forcella Mughe before. It was so quiet I felt as though I was sneaking in through the back door. Without any doubt this is the most beautiful way in, along a forest track cushioned by fallen leaves and through dew-drippy wildflower meadows with butterflies forming halos as you disturb their peace.

Last night Aron, the kind and gracious host at Rifugio Scarpa-Gurekian, laid on a birthday party for me. Other guests were Andro, his assistant, and Zampa the rifugio cat. We enjoyed a delicious meal of spaghetti with sausage, polenta with melted cheese & green beans, plus apple strudel, which we ate sitting round a crackling log fire built in the traditional style with a huge canopy to suck out the smoke.

This morning I posed for a photo which Aron will post on mountainblog.it with a tale about Amelia. I left him composing that and set off along a high-level trail to Forcella Luna and beyond that Bivouac Menegazzi where I stopped for lunch.

It was a foggy day with the hot moist air coming up from the plains to the south. We are now in the southern-most parts of the Dolomites so we're likely to get this until the plains are dehydrated, sometime soon.

The climb up to Forcella Mughe was good although I was mildly perturbed to see a signpost later indicating the same path to Forcella de la Grave. Maybe I was on the road to hell, but I decided to enjoy it anyway.

Over the pass it's a rock scramble down on the south-west slopes of Sass d'Ortiga with plenty of good juggy hand holds for added security. Then a long descent to the rifugio with the last section the steepest, plunging down into Val Canali over slippy tree roots and polished rock just as a storm broke.

Safe and warm in the busy rifugio waiting for dinner.

8 luglio 2016

Ho scalato più volte il meraviglioso gruppo Pale, cominciando da San Martino o Primiero, oppure lungo la Val Gares dal Rifigio Mulaz, ma non ero mai entrato da Forcella Mughe. Era talmente silenzioso che mi sembrava di entrare furtivamente dalla porta di servizio. Questo è, senza dubbio, l’ingresso più bello, su un sentiero di foresta imbottito da foglie cadute e attraverso dei campi di fiori selvatici che sgocciolavano rugiada dove le farfalle formavano delle aureole attorno a te mentre disturbi la loro pace.

Ieri sera Aron, il gentile e generoso oste al Rifugio Scarpa-Gurekian, ha organizzato una festa per il mio compleanno. Gli altri ospiti erano il suo assistente, Andro, e Zampa, il gatto di casa. La cena era deliziosa, a base di spaghetti con salsiccia, polenta con formaggio locale fuso e fagiolini, con lo strudel per il dolce. Tutto consumato davanti al camino tradizionale e accompagnato da una bottiglia di ottimo vino.

Questa mattina Aran mi ha fato una foto che intende pubblicare su mountainblog.it  insieme ad un racconto su Amelia. Lo stava stilando quando sono partito sul sentiero ad alto livello verso Forcella Luna, e oltre, fino al Bivouac Menegazzi dove mi sono fermato per pranzo.

Era una giornata nebbiosa con aria calda e umida che saliva dalla pianura al sud. Adesso siamo nella parte meridionale delle Dolomite e perciò questo clima perdurerà finché la pianura non si prosciuga, tra poco.

La scalata fino a Forcella Mughe è andata bene, ma ero alquanto sconcertato trovando un cartello indicando il mio sentiero con la scritta Forcella del Grave, perché la parola “grave” in inglese significa tomba. Forse ero sulla strada per l’inferno, ma ho deciso di godermela lo stesso.

Superato il passo, il versante sud ovest del Sass d’Ortiga era un’arrampicata in discesa su terreno roccioso, ma c’erano diversi appigli robusti per la sicurezza. Di seguito, una lunga discesa verso il rifugio con l’ultima sezione la più ripida, precipitando giù nella Val Canali su radici scivolosi e pietre lisce mentre arrivava la tempesta.

Al sicuro e al caldo nel rifugio affollato, aspettando la cena.