Rifugio Sasso Bianco

23 July 2016

Amelia made the first recorded ascent of Sasso Bianco with her guide Clemente Callegari from Caprile. Clemente had probably been up there before but Amelia was the first foreigner to reach the summit at 2407m. It's not a major peak but it's a tough climb up 1400m from Caprile. Like Ginger Rogers' famous remark about Fred Astaire when asked if he was a good dancer - "I'd like to have seen him do it going backwards in high heels" - I thought of Amelia doing this climb sitting side-saddle on a mule wearing a dress down to her ankles. The mule path ends well below the top.

It was a cloudy damp day after the thunderstorm last night but the path is good and I made steady progress. About halfway up I stopped to take a photo of the log cabins in a microvillage called Giardogn when I was attacked by a squadron of mosquitoes.  

They hit every bit of exposed flesh at the same time and I didn't know where to slap first.  The only thing to do was to move as quickly as possible.  Even so I ended up with a lumpy head. 

Out of the woods I crossed the alp as the rain started so my views from the top were restricted to the cairn and the summit plaque. Despite this, I still felt as good as I did when I climbed Marmolada in 1979.

My descent to the rifugio was wet and muddy but there I met the kindest people: Michele, Luciana, Giorgia, Germano and Berta the dog - who looked after me carefully.  Yet again I enjoyed the company of the most gracious people you could ever wish to meet.


23 luglio 2016 

Amelia compì quella che è la prima ascesa documentata del Sasso Bianco con la sua guida Clemente Callegari di Caprile. Clemente probabilmente era già salito da quelle parti ma Amelia fu la prima straniera a raggiungerne la vetta a 2407m. Non è una delle vette più importanti ma è abbastanza impegnativa dato che Caprile sta a 1400m. Come il famoso commento di Ginger Rogers su Fred Astaire quando gli veniva chiesto se era un bravo ballerino - "Mi sarebbe piaciuto vederlo facendolo all’indietro e con i tacchi alti” – pensavo ad Amelia mentre faceva questa risalita a dorso di mulo con un abito lungo fino alle caviglie. E al resto, visto che la mulattiera finisce ben prima della cima.

Il temporale di ieri sera ha restituito una giornata grigia e umida ma il sentiero era buono e facevo lenti progressi. A circa metà strada mi sono fermato a fare una foto delle capanne di tronchi in un micro villaggio chiamato Giardogn e fu in quel momento che fui attaccato da uno squadrone di zanzare. Colpivano ogni centimetro di pelle esposta nello stesso momento e non sapevo più quale parte fosse opportuna schiaffeggiarmi per prima. L’unica cosa da fare era muoversi il più in fretta possibile. Anche facendolo, mi sono ugualmente ritrovato la testa piena di bernoccoli.

Terminata la foresta, ho attraversato l’alpe allo scendere delle prime gocce d’acqua quindi la vista dalla cima era limitata al tumulo e alla targa sulla vetta. Nonostante questo, mi sentivo appagato come la volta in cui ho scalato la Marmolada nel 1979.

La discesa verso il rifugio è stata fangosa e bagnata ma ho conosciuto delle bellissime persone: Michele, Luciana, Giorgia, Germano e Berta il cane - che si è preso attentamente cura di me.  Ancora una volta ho goduto della compagnia delle persone più gentili che si possano incontrare.