Rifugio San Sebastiano

25 July 2016

A bum in the air with the head in a rucksack is one of the trickiest obstacles in a crowded rifugio. This morning at Coldai there were air bums everywhere - blocking corridors and every doorway. Somehow I managed to squeeze by without contact or offending anyone.

Today combined majesty and seclusion. While Marmolada is known as the Queen of the Dolomites, Monte Pelmo is the King, dominating the view from Rifugio Coldai.  Pelmo was the first major peak in the Dolomites to be climbed, in 1857, by the Irish man John Ball and is generally recognised as the birth of mountaineering in the region.  Amelia's remarkable journey was just 15 years later.

I was the only traveller on Sentiero Tivan, the high-level trail that crosses the north-eastern slopes of Civetta. It's a good, rock path with plenty of scrambling that took me to the edge of my comfort zone across precipices with scary drops below. 

At Schenel del Bech the path splits with Via Ferrata Alleghese going to the summit which I climbed in 1980 with Steve Wells and Alfie Noakes.  Today I took the easiest way down to Forcella Grava and lunch at Rifugio Sun Paradis, where it clouded over and looked grim.

Down into the secluded Val della Grava I reached the wooden bridge over the river to the difficult path 578 to Casara Moiazza. It's always narrow - one bootwidth - and frequently very steep as it climbs 300m in altitude through pine bushes and rocky outcrops. It was slow going with total concentration on where to put your feet, avoiding exposed tree roots hidden in the grass.

After the ruins of Casara Moiazza the path continues much the same but now going downhill. Eventually the path drops to the treeline and the going is much easier through the forest to the rifugio. 

 

25 luglio 2016

Un deretano all’aria con la testa immersa nel proprio zaino è uno degli ostacoli più difficili da superare in un rifugio affollato. Questa mattina al Coldai c’erano sederi ovunque: bloccavano ogni corridoio e ogni soglia. In qualche modo sono riuscito a destreggiarmi e a evitare collisioni senza offendere nessuno.

Quest’oggi ha unito la maestosità alla desolazione. Se la Marmolada è conosciuta come la Regina delle Dolomiti, Monte Pelmo ne è il Re, dominando la vista dal Rifugio Coldai. Pelmo fu la prima tra le cime più importanti a essere scalata nelle Dolomiti nel lontano 1857 dall’irlandese John Ball ed è solitamente riconosciuta come la nutrice dell’escursionismo della regione. Il notevole viaggio di Amelia fu soltanto 15 anni dopo.

Ero l’unico a viaggiare lungo il Sentiero Tivan, un percorso ad alta quota che attraversa il versante nord-est del Monte Civetta. È un bel sentiero roccioso su cui inerpicarsi che mi ha portato al limite della mia confort-zone su alcuni precipizi dai dirupi spaventosi.

Allo Schenel del Bech il sentiero si divide tra la Via Ferrata Alleghese - che va alla cima e che ho scalato nel 1980 con Steve Wells e Alfie Noakes - e la strada che ho preso quest’oggi, più facile, in direzione Forcella Grava e ho pranzato al Rifugio San Paradis, dove il cielo si è annuvolato iniziando a incupirsi.

In discesa fino alla solitaria Val della Grava dove ho raggiunto un ponte di legno che attraversava il fiume portandomi sul difficile sentiero 578 a Casara Moiazza. È sempre stretto - largo uno scarpone – e spesso ripido visto che sale di 300m attraverso cespugli di pino e rocce che affiorano da terra. È stato un cammino lento che richiedeva concentrazione per trovare dove mettere i piedi, schivando le radici esposte nascoste tra l’erba.

Dopo le rovine di Casara Moiazza il sentiero prosegue similarmente a quello di prima ma andando in discesa. Infine, il sentiero s’inoltra nel bosco e la discesa diventa molto più facile fino ad arrivare al rifugio.