Rifugio Passo Valles

11 July 2016

Cortina is famous for its squirrels and San Martino may be infamous for its ferrets. These lively and forceful creatures are renowned for their ability to squeeze into the smallest gap or tiniest crack in anything. On the way up from San Martino yesterday I came across six 50-year-old Furreti Alamanni, a notoriously arrogant species, overloaded with testosterone.

Rifugio Rosetta was busy when I arrived out of the thunderstorm, so I got in line at the counter waiting to be served. Next thing the Furreti Alamanni arrived and pushed in at the front of the queue so they could grab the best seats in the rifugio. Normally I'd let it go but this was the third time I'd been queue-bumped by them on the way up. So I said to the biggest and bossiest brute, in my least confrontational tone which I reserve for such situations, "What's the rush pal, is there a fire or something?"

Apparently his impressive linguistic repertoire didn't include Scouse. He looked sternly at me and spluttered something that sounded like, "Nick's not staying" - I'll need to get Jurgen Klopp to decipher this for me when I get back to Liverpool. So I just smiled and said "What a Walter" while I got on with patiently waiting my turn.

When I eventually checked in, the kind Rifugio lady wisely to put me in a different room than the ferrets in case it turned into another repeat of Monty Python. Fortunately peace ruled while I tried to boost my testosterone with a sausage and sauerkraut supper.

This morning I slipped out quietly while the ferrets were still faffing round collecting their towels off the sinks in the washroom.

My route took me down the very steep path 701 to Col Verde. Part way down I saw a family of goats sitting on a ledge in the early morning sun. I approached them slowly, not wanting to scare them before I had the chance to take a photo. They calmly watched me come down and I soon saw that big Billy goat had 60cm horns which he was waving around nonchalantly. I got my pictures and passed them gently so I wouldn't scare them. Next thing I felt a bump on my bum and looked round to see baby Billy was following me and butting my butt, clearly after something I couldn't provide. I shot off quickly before big daddy decided I was some sort of goat paedophile and came after me.

Across Crode Rosse I passed through some wild ponies grazing quietly in the shade. All the way I kept spotting marmots scattering out of the way as I approached.

I stopped for a break at Baita Segantini to take a picture of Cimon della Pala, probably the next most iconic view of the Dolomites after the Tre Cime. This spectacular peak was first climbed by Whitwell, a friend of Amelia's, a few days before she passed by in 1872.

Down into Val Venegia in the scorching midday sun and through a herd of bell-clanging dairy cattle fiercely munching every possible blade of grass.

The last stretch on path 749 went uphill again to Forcella Venegia at 2212m. On the way I came across two friendly donkeys hiding in the shade. Then it was downhill to the welcoming Rifugio Passo Valles with its beautiful huge St. Bernard dog.

 

11 luglio 2016

Se Cortina è famosa per i suoi scoiattoli, allora San Martino sarà infame per i suoi furetti. Queste creature enfatiche e vivaci sono rinomate per la loro capacità di infilarsi nella più piccola crepa possibile, ovunque. Salendo da San Martino ieri mi sono imbattuto in sei esemplari 50enni di Furetto Alamanni, una specie particolarmente arrogante e sovraccarica di testosterone.

Rifugio Rosetta era molto movimentato quando sono arrivato in mezzo al temporale, perciò mi sono messo in fila ad aspettare il mio turno. Subito dopo sono arrivati i furetti e sono passati davanti a tutta la coda, in modo da poter pigliare i posti migliori. Normalmente avrei lasciato perdere, ma era già la terza volta che si erano infilati davanti a me durante la salita, quindi mi sono rivolto al furetto più grande e autoritario col tono meno provocatore possibile, che riservo per occasioni di questo genere, e gli ho chiesto “Perché tanta fretta, amico? C’è un incendio da qualche parte?”

A quanto pare, il suo bagaglio linguistico non comprendeva lo scouse (dialetto di Liverpool) e ha risposto borbottando qualcosa che assomigliava a “Nick non si ferma” – devo chiedere a Jurgen Klopp di decifrarlo per me quando torno a Liverpool. “Che buffone!” ho replicato con un sorriso e ho ripreso ad aspettare pazientemente il mio turno.

Quando finalmente ho fatto il check-in, la gentile signora saggiamente mi ha assegnato una camera diversa da quella dei furetti per evitare che si ripetesse un altro episodio stile Monty Python. Per fortuna la pace ha regnato indisturbata mentre cercavo di aumentare il mio testosterone con una cena di wurstel e crauti.

Stamattina mi sono allontanato inosservato mentre i furetti cincischiavano raccogliendo i propri asciugamani dai lavelli nei bagni.

Il percorso seguiva il ripido sentiero 701 fino al Col Verde. Scendendo ho incontrato una famiglia di stambecchi che riposava su un cornicione nel sole mattutino. Mi sono avvicinato molto lentamente, cercando di non spaventarli nel tentativo di scattare una foto. Mi hanno guardato, tranquilli, mentre scendevo e presto ho notato che le corna del grosso Caprone erano lunghe 60 cm, e che le scuoteva con disinvoltura. Ho fatto le foto e li ho sorpassati delicatamente per non spaventarli. Subito dopo ho sentito un colpetto al sedere e mi sono girato per trovare un piccolo stambecco che m’inseguiva dandomi colpetti alla ricerca di qualcosa che non potevo fornire. Sono partito sparato prima che il Caprone potesse pensare che fossi un pedofilo caprino e venire a confrontarmi.

Attraversando Crode Rosse sono passato in mezzo a dei pony selvatici che pascolavano serenamente all’ombra. Lungo il sentiero continuavo a scorgere delle marmotte che scappavano via appena mi avvicinavo.

Ho preso una pausa alla Baita Segantini per fare qualche foto al Cimon della Pala, probabilmente la seconda immagine più iconica delle Dolomiti dopo le Tre Cime. Questa vetta spettacolare fu scalata per la prima volta da Whitwell, un amico di Amelia, qualche giorno prima ilsuo passaggio in questi luoghi nel 1872.

Giù fino a Val Venegia sotto il sole rovente di mezzogiorno e circondato dal suono dei campanacci di un gregge di mucche da latte che ruminavano accanitamente ogni filo d’erba.

L’ultimo pezzo del sentiero 749 era di nuovo in salita verso Forcella Venegia a 2212m. Strada facendo ho incontrato anche due asinelli che si erano nascosti all’ombra. Dopodiché, discesa libera fino all’accogliente Rifugio Passo Valles con il suo enorme e bellissimo San Bernardo.