Rifugio Coldai

24 July 2016

The landslide that created Lago Alleghe in 1771 and drowned the sleeping villagers left a savage, rocky scar through the green wooded valley side and formed a new peak called Il Piz.   

Today's route went uphill from the rifugio to the top of the valley side then down the edge of the escarpment left by the avalanche. The air was still and perfectly silent as I followed the slope down, deep in thought - feeling that my mind and body were in spiritual harmony with the mountain. 

The first of many delights on this descent was Malga Bur, an uninhabited farmhouse high on the mountain, with stone walls on the ground floor containing a kitchen and living room and a wooden loft attic which works as a huge bedroom.  The kitchen has a wood burning stove with plenty of fuel around plus a fresh water supply 100m downhill. 

The downhill path through the forest is undescribably beautiful leading to Bramezza, a tiny village of old stone houses built on a small plateau high above the still, smooth lake with eye-popping views across to Monte Civetta. 

Next delight is Saviner - more urban with house numbers but still stunning. From there a footpath takes you down to the wobbly suspension bridge where Jasmine and Fabio were waiting to take me to a prosecco and orzo zuppa lunch at Col dei Baldi.  

Then it was back to business for the climb up to the busy Rifugio Coldai passing all the lunch parties on their way down.


 24 luglio 2016

La frana che creò quello che è ora il Lago di Alleghe nel 1771 affogandone i dormienti abitanti a valle ha lasciato nella montagna una cicatrice rocciosa e selvaggia attraverso la frondosa e verdeggiante vallata addirittura creando una nuova cima chiamata Il Piz.  

Il percorso di oggi andava in salita fino al punto più alto della vallata per poi discendere a lato di questa scarpata lasciata dalla valanga. L’aria era ferma e tutto era silenzioso mentre seguivo il sentiero in discesa, immerso nei miei pensieri – percependo che la mia mente e il mio corpo erano in armonia spirituale con la montagna.

La prima delle tante delizie in questa discesa fu Malga Bur, una fattoria disabitata in alto su questa montagna, con pareti di pietra nel piano inferiore, dove si trovavano una cucina e una sala, e un loft di legno che fungeva da enorme camera. La cucina è provvista di una stufa a legna con carburante a sufficienza accanto e anche una sorgente di acqua fresca 100m più a valle.

La passeggiata in discesa attraverso la foresta che portava a Bramezza era indescrivibilmente stupenda, la cittadina era un insieme di vecchie case di pietra costruite su una piccola ma abbastanza alta piattaforma sul lago piatto e fermo, con viste strabilianti sul Monte Civetta.

Il piacere successivo era Saviner – più urbana con i numeri sulle case ma ugualmente stupenda. Da quel punto un sentiero ti porta giù fino a raggiungere un ponte tibetano traballante dove incontrai Jasmine e Fabio che mi attendevano per accompagnarmi verso il prosecco e la zuppa di orzo con cui abbiamo pranzato a Col dei Baldi. 

Dopo di che mi sono rimesso sotto nell’affollato viaggio verso il Rifugio Coldai, incrociando le comitive del pranzo che tornavano a valle.