Rifugio Boè

6 August 2016

Today I crossed the highest point on Alta Via Amelia at 3152m on top of Piz Boë, also likely to be the most crowded, especially on the first Saturday in August. The only place busier is Rifugio Boë, 300m below the peak, but while there's more room to spread out down there it's still difficult to get a seat.

Clear blue skies this morning and a cold breeze blowing in from the north. With the clouds cleared after yesterday's storm I could see the snow-covered peak of Piz Boë, no wonder it felt chilly. I crossed the Sella plateau from South to North with Anna and Jasmine in 2004 and from North to South alone after the three professors gave up last year. Alta Via Amelia goes from East to West - a less popular route until you reach the top of Boë where you meet the hoards walking from the Passo Pordoi funivia, 

Path 638 from Passo Campolongo is good with two optional cappuccino breaks at Lago Boë and Rifugio Kostner. From there it traverses the foot of the vertical wall that turns the Sella into a fortress. Eventually it finds a way up through a steep gully where I came across the first snow patches. Naturally the higher I went the more snow I met but I had good company with three parties of Italians and Germans. Out of the gully there's an hour to climb up easier slopes to the summit. The final stretch left me gasping as usual but the breeze kept me cool and I reached the top in better shape than any of my previous visits. 

A quick coffee and strüdel in the cramped summit hut and then down the north ridge and gully which is where the fun started. Huge dripping-wet, melting icicles decorating the overhanging walls of the dark gully were losing their grip and crashing down. The sound of smashing ice echoing round the vertical walls persuaded the funivia travellers to quickly reverse and go back the way they came so fortunately I no longer had people pushing past or poking me with their pole points.

Down at Rifugio Boë there was a party of twirlies staying the night and it was completely packed. It made me feel young again.

6 agosto 2016

Oggi, in cima al Piz Boë a 3152m, ho attraversato il punto più alto dell’Alta Via Amelia, probabilmente anche quello più trafficato al momento, visto che siamo al primo sabato di agosto. L’unico posto più trafficato di questo è il Rifugio Boë 300m sotto la vetta, anche se c’è molto più spazio laggiù è comunque difficile trovare dove sedersi.

Cielo sereno e azzurro stamattina con una brezza fredda che arriva da nord. Il dissiparsi delle nuvole dopo il temporale di ieri, ha reso visibile la vetta innevata del Piz Boë perciò non c’era da meravigliarsi se si sentiva il freddo. Avevo già attraversato l’altopiano Sella da nord a sud con Anna e Jasmine nel 2004 e di nuovo da solo l’anno scorso dopo la resa dei tre professori. Alta Via Amelia invece lo attraversa da est a ovest, un percorso molto meno frequentato finché non si raggiunge la vetta gremita dalla folla di gente che arriva a piedi dalla funivia di Passo Pordoi.

Dal Passo Campolongo il sentiero 638 è buono e offre due possibili pause caffè: una al Lago Boë e una presso il Rifugio Kostner. Da lì si costeggia la base della parete verticale, che fa della Sella una fortezza, per poi risalire per un ripido burrone, dove ho trovato la prima chiazza di neve. Naturalmente, più salivo, più neve trovavo, ma ero serenamente in compagnia di tre gruppi di italiani e tedeschi. Finito il burrone, segue un’ora di cammino su pendii meno ripidi per raggiungere la vetta. Il tratto finale mi ha lasciato senza fiato, ma come al solito, il vento mi rinfrescava e ho raggiunto la vetta in miglior forma rispetto alle visite precedenti.

Caffè veloce e strudel consumati nell’angusto rifugio sulla vetta per poi discendere prima la cresta nord e poi un crepaccio, ed è qui che è cominciato il divertimento!

Enormi ghiaccioli sgocciolanti decoravano la parete sporgente del buio canale e, perdendo presa, precipitavano. Il chiasso del ghiaccio che si frantumava risuonava sulle pareti verticali, persuadendo gli escursionisti funiviari a fare una rapida marcia indietro e ritornare sulla stessa via d’arrivo, e quindi non ho più dovuto sopportare le gomitate di chi mi voleva passare avanti e non ho neppure dovuto schivare le punte dei loro bastoncini.

Al Rifugio Boë ho trovato una comitiva di persone non più giovanissime che pernottava lì, di conseguenza il posto era pieno zeppo, ma in compenso mi ha fatto sentire giovane!