Rifugio Alpe di Tires

8 August 2016

After dinner at Rifugio Vicenza last night the families with young children were having fun playing cards while I was busy watching the sun set over the distant alps. Just after the sun dropped below the horizon, I was thinking about going to bed even earlier than usual when the still silence was broken by the unmistakable, noisy clack-clack-clack of a helicopter. We all rushed out as the flashing lights passed overhead and into the high, rocky amphitheatre of Sassolungo. As we watched, in amazement, the daring pilot brought the helicopter perilously close to the summit walls and dropped a line below with rescuers attached. Within minutes somebody was winched up and the chopper was on its way with the injured party. Incredibly the whole thing was over in under ten minutes. After so much excitement I definitely needed a rest and turned in for a great night's sleep, alone in the guides room.

This morning I set off along path 527 which cuts across the northern slopes of Sassolungo with views into Val Gardena where Amelia stayed and discovered artisan wood sculptors who made the same wooden toys, by hand, that she loved and played with in her childhood. The same skills have passed through generations and exist today. 

Time for a cappuccino and cake at Rifugio Sasso Piatto and I was off along the undulating trail on the edge of Alpe di Siusi where it drops into Val Duran. It was a busy path with people coming and going in both directions, laughing, chatting and enjoying the warm sun and cool air. The last stretch up to Passo Alpe di Tires is stiff in places but wide enough to let mountain bikers zoom past downhill. 

The sharp-edged Terrarossa ridge separates the spectacular peaks of the Catinaccio (Rosengarten) from the high, lush, pastures of Alpe di Siusi and the red-roofed Rifugio Alpe di Tires sits on the pass at the northern end of the Catinaccio, at the foot of the Terrarossa. I stayed here before with Anna and her friends before climbing Maximilliansteig along the skyline ridge.

This, the last rifugio on Alta Via Amelia, was recently refurbished to a very high standard and is a great place to celebrate before the last stage tomorrow. 


8 agosto

Ieri sera, dopo cena, al Rifugio Vicenza le famiglie con bambini si divertivano a giocare a carte; io, invece, ero impegnato a guardare il calare del sole sopra le Alpi lontane. Il sole era appena sparito sotto l’orizzonte e stavo pensando di andare a letto ancora più presto del solito, quando all’improvviso la calma è stata interrotta dall’inconfondibile, inquietante rumore di un elicottero. Ci siamo precipitati tutti fuori sotto le luci lampeggianti che passavano sopra il Rifugio in direzione l’anfiteatro roccioso del Sassolungo. Mentre guardavamo stupiti, l’audace pilota ha portato l’elicottero a distanza pericolosamente ravvicinata alle pareti della vetta e ha lasciato cadere una corda con dei soccorritori. In pochi minuti aveva già tirato su la corda, e il velivolo è partito con il ferito a bordo. Incredibilmente, il tutto è accaduto in meno di 10 minuti. Dopo tanta eccitazione, avevo ancor più bisogno di riposarmi e ho piantato una bellissima dormita da solo nella sala delle guide.

Stamattina sono partito sul sentiero 527 che taglia i versanti settentrionali del Sassolungo con scorci sulla Val Gardena dove Amelia viaggiò e scoprì gli artigiani scultori di legno, che producevano a mano gli stessi giocattoli che adorava e con cui giocava in infanzia. Queste doti artistiche sono state tramandate da generazioni e sono ancora vive oggi.

Pausa per cappuccino e torta al Rifugio Sasso Piatto per poi seguire il sentiero ondulato che costeggia l’Alpe di Siusi e scendere successivamente nella Val Duran. Il sentiero era affollato con un andirivieni di gente in entrambe le direzioni: chi rideva, chi chiacchierava; e io mi godevo il calore del sole e l’aria fresca. L’ultima sezione fino a Passo Alpe di Tires alle volte è difficile, ma abbastanza larga da permettere ai ciclisti di MTB di sorpassarti sfrecciando in discesa.

L’appuntita cresta di Terrarossa separa le spettacolari vette del Catinaccio dai verdeggianti alpeggi ad alta quota dell’Alpe di Siusi e il Rifugio Alpe di Tires dal rosso tetto, situato sulla sella all’estremità settentrionale del Catinaccio e ai piedi della Terrarossa. In passato avevo già pernottato in questo rifugio con Anna e le sue amiche prima di seguire la Via Ferrata Maximilian.

Rifugio Alpe di Tires è l’ultimo dei rifugi sull’Alta Via Amelia, recentemente ristrutturato con finiture molto eleganti, ed è il posto ideale per festeggiare prima dell’ultima tappa domani.