Forno di Zoldo

Navigating in a thick forest is almost impossible when all you can see are tall trees everywhere. It's about finding the right path and hoping your map is reliable while you gaze at nature's wild beauty all around. Today's route was through deep forest for most of the way, going into the trees about 100m from the rifugio. 

It was good going initially as I sped across raised duck boards which covered the muddy sections. Lots of ups and downs but no big obstacles for 1h45mins to Col de le Buse. Here it started uphill, eventually topping a ridge at Forcella della Val dei Barànce.

Out of the trees I gazed at the spectacular peaks that surround the Zoldo valley.  I could see the path ahead across a wide couloir Van dei Gravinai, running down from the peak of San Sebastiano Nord, and up a steep path on the opposite side.  This turned out easier than it looked with a bit of scrambling at the top.

Suddenly I noticed that I was right on the edge of a fearsome drop down to my left which made me shiver while I searched for something to cling onto on my right. The best I could find was some heather growing out of the cracks in the rock face, unlikely to hold my weight but it felt better as I moved ahead cautiously. 

Still more steep climbing until Baita Angelini - a small hut with wooden bunks, a table, stove and some chairs - came into view across a narrow valley with a stream bubbling through. The views from here are incredible and I could see a storm breaking around Pelmo and heading my way.

After a steep descent the path runs through a wide gorge with vertical rock walls before turning into the forest again near the small lake Al Vâch which was surrounded by people dozing on benches and picnic tables. Not wishing to disturb them, I pushed on through the trees on a great footpath to Colcervèr, a small community of historic stone houses and old rustic barns used to store hay. Here I stepped into the tiny church, built in 1739, and gasped at the plain, astonishing beauty of the floral-decorated altar. This place must be the closest you'll get to heaven on earth. 

Time to linger and appreciate before the short climb down through the forest to the floor of the valley and my favourite place to stay - Tana de 'l Ors in Forno di Zoldo. 


26 luglio 2016

Navigare in una folta foresta è quasi impossibile se le uniche cose che vedi attorno a te sono gli alberi. Sta tutto nel trovare il sentiero giusto augurandoti che la tua mappa sia affidabile perché lo sguardo non riesce a fare a meno di posarsi sulla bellezza selvaggia circostante. Il viaggio di oggi è stato prevalentemente per fitte foreste, entrandoci giusto 100m dopo il rifugio. 

Inizialmente era un bel sentiero, e col passo spedito attraversavo le passerelle di legno rialzate che coprivano le parti più fangose. Ho raggiunto Col de le Buse in 1h 45mins continuando ad andare su e giù ma senza grandi ostacoli. Da quel punto è iniziata la salita che mi ha portato in quota fino a Forcella della Val dei Barànce.

Uscito dalla foresta, ho potuto ammirare le vette spettacolari che circondano la Val di Zoldo e potevo vedere il sentiero avanti a me che attraversava un largo corridoio che è il Van dei Gravinai, scendendo dalla vetta di San Sebastiano Nord e su per un ripido sentiero sul versante opposto. Si rivelò più facile del previsto con un po’ di arrampicata verso la cima.

Improvvisamente ho notato che sulla mia sinistra ero sull’orlo di un precipizio e la cosa mi ha fatto rabbrividire al punto che cercai qualcosa con cui aggrapparmi alla mia destra. La cosa migliore che ho trovato è stata un ciuffetto di erica che cresceva tra le crepe nella facciata di roccia, sicuramente non poteva reggere il mio peso ma è stata d’aiuto mentre cercavo di avanzare lentamente e con grande cautela. 

Ancora una ripida scalata fino alla Baita Angelini – una piccola capanna con letti a castello di legno, un tavolo, la stufa e delle sedie – che si iniziava a intravedere attraverso una stretta valle con un ruscello spumeggiante che la percorreva. Il panorama da qui è incredibile e potevo giusto vedere una tempesta che avvolgeva il Pelmo dirigendosi minacciosa nella mia direzione.

Dopo una discesa ripida, il sentiero scende per un largo burrone con pareti di roccia verticali che ti portano nuovamente nella foresta nelle vicinanze del piccolo lago Al Vâch che al momento era circondato di persone che si rilassavano sulle panchine e sui tavoli da picnic presenti. Non volendo disturbarli, ho proseguito il mio cammino tra gli alberi su un gran sentiero fino a Colcervèr, una piccola comunità composta di case di pietra storiche e vecchi rustici una volta utilizzati per lo stoccaggio del fieno. Ho deciso di entrare nella piccola chiesa, costruita nel 1739, e sono rimasto a bocca aperta dalla semplice ma incredibile bellezza dell’altare, decorato da bellissimi fiori. Questo posto deve essere la cosa più vicina al paradiso sulla Terra. 

Una piccola pausa per soffermarsi ad apprezzarla prima della breve discesa attraverso la foresta per arrivare in valle diretto al mio posto preferito dove alloggiare - Tana de 'l Ors a Forno di Zoldo.