Cortina d'Ampezzo

When Amelia took a day trip to Landro in a Landau, so she could sketch the Tre Cime and Monte Cristallo, she enjoyed trout from Lago di Landro for her lunch in the hotel by the lake.  

So it was a fitting coincidence that trout from the same lake was served for dinner last night at Hotel Croda Rossa; it was both delicious and beautifully presented.

I was first down this morning to a sumptuous breakfast buffet that included all sorts of savoury and sweet delights.  It set me up well for the last stage of the first loop back to Cortina.

After losing 1100m in altitude yesterday, I had to regain 975m to cross Forcella Popena at 2214m by climbing the wild and rugged Val Popena. This secluded valley is very different in character from yesterday's.  The wide river bed is littered with smashed trees and huge boulders washed down in the winter storms. In places it resembles a bomb site with debris littered everywhere.

I had the company of an Italian family all the way up the valley until we reached the ruins of an old Rifugio where they stopped for lunch. Still replete from breakfast I carried on down the other side of the pass.

The top of the gully is very steep, loose and perilous but protected by two short flights of steep wooden stairs. I went down backwards holding the sides to keep my balance. Just below I met another solo climber from Belgium; she was going up so we stopped for a chat to reassure each other that the path was OK.

Soon I was down at the roadside at the Tre Croci pass where I stepped back into Amelia's footsteps. In 1872 there was no road here so Amelia crossed the pass on horseback but the track down to Cortina was so steep she had to dismount and walk most of the way down.

Before long I was crossing colourful wildflower meadows beneath the now very familiar peaks that surround Cortina.

 

27 giugno 2016

Quando Amelia fece la sua escursione a Landro per disegnare le Tre Cime e il Monte Cristallo, si fermò in una locanda per pranzo e le fu servita “un’ottima trota salmonata del Lago di Misurina”. Perciò era una piacevole coincidenza quando ieri sera per cena ho mangiato una trota dallo stesso lago – tra l’altro era deliziosa e ben presentata.

Ero la prima a scendere stamattina a colazione per gustare il suntuoso buffet di prelibatezze dolci e salate. Mi ha dato la carica giusta per finire l’ultima tappa del primo anello che mi riporta a Cortina.

Avendo perso 1100m di altitudine ieri, ho dovuta risalire 975m per varcare il Passo Forcella a 2241m attraverso la selvatica e accidentata Val Popena. Questa vallata isolata è del carattere molto diverso da quella di ieri. L’ampio letto del fiume era pieno di alberi caduti e immensi massi caduti durante le tempeste invernali. A tratti sembrava una zona di guerra con detriti ovunque.

Salendo la valle ero in compagnia di una famiglia italiana fino alle rovine di un vecchio rifugio, dove loro si sono fermati per pranzo. Ancora pieno dall’abbondante prima colazione, ho proseguito il mio cammino per scendere dall’altro versante del passo.

La cresta del burrone era molto ripida, pericolosa e friabile, ma protetta da due scalette in legno. Sono sceso all’indietro, aggrappandomi ai bordi delle scalette per mantenere l’equilibrio. Appena sotto, ho incontrato un’altra alpinista solista che veniva dal Belgio. Lei stava salendo, quindi abbiamo fatto due chiacchiere e ci siamo rassicurati a vicenda sulla percorribilità del sentiero.

Presto ero a bordo della strada che porta al Passo Tre Cime e sono ricaduto nelle vere orme di Amelia. Nel 1872 la strada non esisteva ancora, e di conseguenza Amelia varcò il passo a cavallo ma, essendo il sentiero piuttosto ripido, dovette scendere dal cavallo e proseguire verso Cortina a piedi.  

In breve tempo stavo attraversando dei coloratissimi campi pieni di fiori selvatici ai piedi delle – ormai molto familiari – cime che circondano Cortina.