Caprile

When Dubliner John Ball first climbed Monte Pelmo he hired a chamois hunter from Val di Zoldo to show him a narrow ledge that cuts across the huge vertical rock walls at the base of the mountain. They reached a point where the roof above the ledge drops to create a narrow passage about 50cm high, so they squirmed through on their bellies, like snakes, for 10m until the roof lifted again. That bold move was the key to reaching the easier upper slopes that lead to the summit and the rest is history. John Ball became the first president of the original Alpine Club and his account of this climb drew the leading English alpinists to the Dolomites, soon followed by Amelia.

Leaving Rifugio Venezia this morning I passed under Cengia Ball (Ball's Ledge) with fond memories. When Steve Wells, Dave McCullough and I climbed Monte Pelmo in 1980 we roped up and climbed the wall around the constriction, unsure we could squeeze our bums through the tiny gap.

Yesterday I earned the Volcano badge from Fitbit for climbing over 500 floors in a day and for dinner I had bean soup prima followed by polenta with goulash and a bean salad. About 2am the volcano erupted in my gut and I woke up too frightened to fart. Eventually I had to get up and release the explosive pressure in the loo, but it was only temporary relief.

This morning the big peaks were cloudless for a while but the cloud cover started building up by 9.00am when I was well on my way to Passo Staulanza for a cappuccino and cake break. From there I had two choices: an easy climb up a good path to Belvedere followed by 1000m of descent to Caprile or a much steeper climb to Col dei Baldi followed by the funivia to Alleghe and an easy walk along the river to Caprile. For the sake of my knees I took the soft option, leaving me with time to wash my socks and underpants.

Back in Caprile we have now completed Amelia's third loop and I'm ready to start the final stretch over some spectacular summits.

 

3 agosto 2016

Quando il dublinese John Ball feci la prima scalata di Monte Pelmo, ingaggiò un cacciatore di camosci di Forno di Zoldo per dimostrargli la cengia stretta che taglia le pareti rocciose verticali alla base della montagna. Raggiungessero un punto dove il tetto sopra la cengia scende per formare un passaggio alto circa 50cm, quindi si dimenarono pancia in giù come dei serpenti per 10m finche il tetto non si apra di nuovo. Questa mossa ardita fu la chiave per raggiungere i versanti più alti, più facili, che portano alla vetta e il resto è storia. John Ball fu il primo presidente dell’originale Club Alpino e il suo racconto di questa salita attirò alle Dolomite i principali alpinisti britannici, seguiti a breve da Amelia.

Lasciando il Rifugio Venezia ieri mattina sono passato sotto la Cengia di Ball con tanti bei ricordi. Quando ho scalato il Monte Pelmo nel 1980 con Steve Wells e Ian McCullough, ci siamo legati in cordata e abbiamo scalato la parete attorno alla costrizione, temendo di non riuscire a fare passare i nostri posteriori tra lo spazio ristrettissimo.

Ieri il Fitbit mi ha assegnato il marchio Volcano per aver salito oltre 500 piani in un giorno e ho festeggiato con una cena di zuppa di fagioli seguita da polenta con gulasch e un’insalata di fagioli. Verso le 2:00 ha eruttato il vulcano nella pancia e mi sono svegliato troppo terrorizzato per scorreggiare. Alla fine mi sono dovuto alzare per liberare la pressione esplosiva nel bagno, ma il sollievo era solo temporaneo.

Stamattina con cielo serenissimo le cime principali delle Dolomiti dominavano, ma verso le 9:00, quando ero già a buon punto sul sentiero verso Passo Staulanza dove mi aspettava un cappuccino e un pasticcino, incominciava ad annuvolarsi. Dal Passo le scelte erano due: una salita facile fino al Belvedere seguita da una ripida discesa di mille metri fino a Caprile, oppure una salita molto più ripida fino a Col dei Baldi, con discesa in funivia, seguita da una passeggiata sulla riva del fiume fino a Caprile. Per il bene delle mie ginocchia ho optato per la soluzione più facile, guadagno il tempo da lavare le calze e le mutande!

Di nuovo a Caprile, il terzo anello dell’Alta Via Amelia è completo, e sono pronto per il tratto finale che attraversa delle vette spettacolari.