Albergo Mughetto

Woken up by sunshine on my pillow.  Looked out the window at the jaw-dropping, saw-toothed Spalti di Toro peaks silhouetted into a cloudless, deep-blue sky. Time to dig my shorts out of my backpack and slap on the factor 50 sunscreen.

Dino, the naturally gracious host at Rifugio Baion, reminded me of the people that Amelia met and wrote about. Human characteristics seem to endure among generations in these mountains.

I left this charming Rifugio with a warm heart and a desire to return. It is one of the Dolomite's best-kept secrets, but maybe not for long.

One hour to a cappuccino at Rifugio Ciareido; then it was downhill steeply in the hot sun. After two hours my knees reminded me, with a vengeance, how I have tortured them all these years. My downhill pace ended up slower than my uphill and that's a snailpace.

I reached my physical and mental lowpoint at Chalet La Primula for lunch. After a lemonsoda, to restore my blood sugar, and a wonderful bowl of orzo soup, I still felt, and probably looked, jaded. So I ordered a coffee. The landlord took one look at me and brought out a caffè corretto - an espresso with a grappa on the side, and in this case on the house.

I'm not sure which lifted my spirits most - the kindness or the alcohol.  In any case I left the chalet revived and steamed uphill to Pian de Serra like a train - fuelled by grappa.

Down the other side into Val d'Ansiei and this Albergo on the roadside for the luxury of a hot shower.

 

23 giugno

Svegliato dal sole che scaldava il mio cuscino. Affacciandomi alla finestra sono rimasto a bocca aperta nel vedere la sagoma delle creste seghettate degli Spalti di Toro contro il cielo sereno dipinto di un blu profondo. Era ora di tirare fuori dallo zaino i pantaloncini e di coprirmi di crema solare fattore 50.

Dino, il gentilissimo oste al Rifugio Baion, mi ricorda la gente che Amelia incontrò e che descrisse nel suo libro. Le caratteristiche umane perdurano da generazioni tra queste montagne.

Ho lasciato questo incantevole rifugio con un tepore che scaldava il cuore. È uno dei segreti meglio custoditi delle Dolomiti, ma forse non per molto…

Dopo un’ora di cammino e una pausa cappuccino al Rifugio Ciareido, mi attendeva una ripida discesa sotto il sole scottante. Nell’arco di due ore le mie ginocchia si sono fatte sentire, vendicandosi per tutti questi anni in cui le ho torturate. Il mio passo in discesa è stato addirittura più lento di quello in ascesa, che è già a velocità di lumaca!

Ho raggiunto il mio limite, sia fisico che mentale, allo Chalet La Primula, dove mi sono fermato per il pranzo. Nonostante aver bevuto una Lemonsoda per alzare un po’ la glicemia, e aver mangiato una scodella di ottima zuppa d’orzo, mi sentivo ancora stanco e con ogni probabilità lo dimostravo pure. Ho deciso di ordinare un caffè. Il gestore mi ha guardato in faccia e mi ha portato un caffè con la correzione – un bicchiere di grappa a parte che mi ha gentilmente offerto.

Non so quale delle due mi abbia rincuorato di più, la sua gentilezza oppure l’alcool. In ogni caso ho lasciato lo Chalet rinvigorito e ho preso d’assalto la salita fino a Pian de Serra; andando come un treno - alimentato da grappa. Giù dall’altra parte fino alla Val d’Ansiei e a quest’albergo a bordo strada, per il lusso di una doccia calda.