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Seis am Schlern

9 August 2016 

Last night Rifugio Alpe di Tires was bursting with lots of German-speakers and, for the first time since Rifugio Galassi on stage 1, some native English-speakers. David Booth, who lives and works in Paris, was enjoying his first trip to the Dolomites. And I shared a room with three true-grit Brits: Pete Smith and 'Saint' Pete McCartney from Whatstandwell, near Matlock, and Tony Clifford from Chester. In a short time we discovered we had so much in common it's a wonder we'd not met before and they entertained me with tales of their daring adventures on Piz Badile. 

Up later than usual for breakfast, there was a long queue, snaking round the rifugio, for the self-service breakfast. Fortunately there was plenty to go round.

The true-grits came up to climb the Laurensteig, a challenging via ferrata on a good day, only to discover that the route was closed because the cables were loose or missing. On top of that the weather forecast was rain this afternoon so they decided to do Maximilliansteig instead. This easier via ferrata is a variant for stage 30 of Alta Via Amelia. It climbs up onto the stickle-backed ridge behind the rifugio and provides an exciting, airy, traverse. I left them sorting their gear as I headed off on the normal route for this last stage.

Path 4 goes along the foot of the rockface before climbing 200m onto the Altipiano dello Sciliar. A cold north wind was gusting across the bare, high plateau giving me a chilly start to the day.  After a couple of hours, I turned back to take my last look at the pinaccled ridge, with dark clouds gathering over Catinaccio, and headed down path 1 which runs all the way to Seis am Schlern, losing 2000m altitude in the process. It was a great surprise to find this is a well-constructed and maintained footpath that zig- zags down the steep slopes,  so easy that my knees never complained all day.

After minestrone for lunch at Rifugio Malghetta Sciliar I dropped down through the forest to Bad Ratzes where Amelia stayed for her last night in the Dolomites. The same natural spring provides the bath water and today the hotel specialises in family holidays.  From there it's a short walk down the road to the bus station which is where Alta Via Amelia ends.

Alex is joining me on Friday to tackle some of the variants from Cortina, so keep checking the website for more news. 

 

9 agosto

Ieri sera il Rifugio Alpe di Tires brulicava di persone di madrelingua tedesca e, per la prima volta dal Rifugio Galassi nella tappa 1, alcuni di madrelingua inglese. David Booth, che lavora e vive a Parigi, si godeva la sua prima escursione nelle Dolomiti. Ho condiviso la camera con tre grintosi britannici: Pete Smith, 'Saint' Pete McCartney e Tony Clifford, i primi di Whatstandwell, vicino a Matlock, e l’ultimo di Chester. In poco tempo abbiamo scoperto di avere così tanto in comune che è strano che non ci fossimo mai incontrati prima. Mi hanno intrattenuto con racconti sulle loro avventure coraggiose a Piz Badile.

Essendomi alzato più tardi del solito, trovai una lunga fila che girava tutto il rifugio per la prima colazione self-service, ma per fortuna c’era cibo a sufficienza per tutti.

I miei grintosi connazionali erano venuti con l’intenzione di percorrere la Via Ferrata Laurenzi, una via impegnativa anche nelle giornate migliori, per poi scoprire che era stata temporaneamente chiusa a causa di corda mancante o instabile. Come se non bastasse, le previsioni davano pioggia nel pomeriggio, quindi hanno deciso di seguire la Via Ferrata Maximilian. Questa via ferrata, meno difficile dell’altra, è la variante per la tappa 30 dell’Alta Via Amelia. Sale dietro il rifugio sulla cresta dentata e costituisce un’esilarante traversata aerata. Li ho lasciati che si preparavano e mi sono messo in cammino sul percorso normale per l’ultima tappa.

Sentiero numero 4 costeggia i piedi della parete rocciosa, prima di salire 200m sull’Altopiano dello Sciliar. Un vento freddo del nord soffiava forte sull’altopiano spoglio e quindi l’inizio giornata è stato fresco. Qualche ora più tardi mi sono girato per guardare per l’ultima volta quella cresta frastagliata di vette, con nubi scure che si formavano sopra il Catenaccio, e mi sono messo sul sentiero 1 che porta fino a Seis am Schlern, perdendo 2000m di quota. È stata una bella sorpresa scoprire che questo sentiero non è solo ben costruito ma anche ben mantenuto e scende zig-zagando per dei pendii ripidi, così tranquilli che le mie ginocchia non si sono lamentate per tutta la giornata.

Ho pranzato a base di minestrone al Rifugio Malghetta Sciliar e dopo di che sono sceso attraverso la foresta fino a Bad Ratzes, dove Amelia passò la sua ultima notte nelle Dolomiti. La stessa sorgente fornisce l’acqua per le terme e oggigiorno l’albergo è specializzato in vacanze per famiglie. Da lì è una breve passeggiata fino alla stazione dei pullman, dove termina Alta Via Amelia.

Alex mi raggiungerà venerdì per affrontare alcune delle varianti da Cortina, quindi per qualsiasi novità controllate il sito.