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Rifugio Venezia

2 August 2016
On stage 16 we crossed the front lines of World War 1 at Passo Selles, today I visited the Italian back line on Col de Salera and Monte Punta - l'ombelico (belly-button) di Zoldo.

In order to defend Passo Duran and Passo Staulanza, over 5km distant, the army tunnelled through Col de Salera just below the summit and built two heavy artillery gun emplacements inside the mountain, one to cover each pass. Today you may still access the 170m long tunnels although everything else has been removed.

The path to the summit of Monte Punta starts with a stone staircase behind the bus stop in Forno di Zoldo. It's a long, tiring climb to the top but the path is well constructed as it was built to supply the big guns. I'll never forget the entrance to the forest through an avenue of tall, mature silver birch trees with sunbeams breaking through the branches to light the way ahead. An observatory was built on the summit to direct the gunfire from the tunnels below and the view from here is amazing although today all the peaks were shrouded by cloud.

From the top I descended on a steep, slippy path to Passo Tamai then started climbing again up a steep forest track, following a mossy, dry-stone wall which was built for some non-apparant purpose. Then through the trees I saw the massive, vertical rockface of Sass de Formedal and the path suddenly got much steeper, so steep that in places I was clinging to the muddy footsteps above just to keep my balance and I was relieved to reach the top.

From there the trail goes over muddy meadows to Rifugio Venezia where the views across Val d'Ampezzo are up there with the best. I ate my dinner watching the clouds dancing round the peaks where I started Alta Via Amelia back in June and where I'll return next week with Alex to climb some of the variants.

The picture shows the view the next morning as I left.

2 agosto 2016

Nella 16esima tappa abbiamo attraversato le prime linee della Grande Guerra a Passo Selles, oggi ho visitato la linea arretrata italiana su Col de Salera e Monte Punta - l'ombelico di Zoldo.

Per difendere Passo Duran e Passo Staulanza, distanti oltre 5km, l’esercito scavò dei tunnel sotto la vetta di Col de Salera e costruirono dentro la montagna due piazzole per l’artiglieria pesante, una per coprire ciascun Passo. Oggi si può ancora accedere ai 170m di tunnel, ma tutto il resto è stato portato via.

Il sentiero per raggiungere Monte Punta parte con una scala di roccia dietro la fermata dell’autobus a Forno di Zoldo. La salita è lunga e stancante, ma il sentiero è ben costruito, visto che serviva per portare su le armi. Non mi scorderò mai l’ingresso alla foresta lungo un vialone di altissime betulle bianche attraverso le quali spuntavano i raggi di sole per illuminare la strada. Un osservatorio fu costruito sulla cima, per guidare gli spari dai tunnel sottostanti, la vista da qui è mozzafiato ma oggi tutte le vette sono avvolte da nuvole.

Da qui sono sceso lungo un sentiero ripido e scivoloso fino a Passo Tamai, dove ho ripreso a salire su un sentiero altrettanto ripido costeggiando un muretto secco ricoperto da muschio costruito per chissà che scopo. Poi, attraverso gli alberi ho visto l’enorme parete verticale di Sass de Formedal e all’improvviso il sentiero è diventato ancora più ripida, tanta che mi sono trovato a cercare di aggrapparmi alle impronte fangose appena avanti semplicemente per mantenere l’equilibrio, ed ero sollevato quando finalmente ho raggiunto la cima.

Da qui il sentiero attraverso dei campi fangosi fino ad arrivare a Rifugio Venezia da dove le vedute della Val d’Ampezzo sono tra le migliori in assoluto. Mentre cenavo, guardavo le nuvole che ballavano attorno alle vette da dove sono partito sull’Alta Via Amelia a giugno e dove tornerò settimana prossimo con Alex per percorrere alcune varianti.

Nella foto si vede la vista della mattina successiva.