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Passo S. Pellegrino

12 July 2016

The 10km ridge of peaks and pinnacles, all over 2000m and five over 3000m, from Monte Palmina at the north end to Cimon della Pala at its southern extremity, is equally awesome when viewed from every direction.  I first saw the range as I crossed the Altipiano delle Pale to the east and again yesterday from Passo Costazzo on the west side.  The picture, taken yesterday from the upper slopes of Val Venegia near La Manda, shows less than half the peaks, from Cima del Focobon on the left to Cimon della Pala on the right.

Last night at Rifugio Passo Valles, Fabio - fourth generation of the Cemin family providing exceptional care and comfort to travellers for decades - showed me a fascinating book about the history of these mountains written by Bepi Pellegrinon. I was engrossed by the maps and pictures of people and places from another era.

Back to modern times for an outstanding dinner of local specialities - smoked char from Lago di Paneveggio; butter produced by Malga Rolle from the same dairy herd I had walked through earlier and the best cheese I've tasted for years.

This morning Fabio gave me a heads-up about the construction of a new ski run across path 658 which is where I was heading.  My options were to divert up to the top of Col Margherita or down to Lago di Cavia.  I left my decision until I got there.

I was going well on 658 up to Forcella di Pradazzo at 2220m when a storm broke with a bang.  Hailstones were hopping 50cm off the ground so I decided on the lower option down to the lake.  I was counting seconds between the flashes and bangs, 4 seconds... 2 seconds... 1 second... then wallop!  The noise was deafening.

Us Koppites know how to handle such things, so I kept my head up high and recalled those precious memories of swaying in the crowd, standing next to my dad, singing our hearts out with Liverpool's roaring anthem on so many glorious occasions.  All the while taking care where I put my feet in case I slipped on the rocky track polished by many boots for over 100 years.

The storm continued for two and a half hours until I eventually reached Passo S. Pellegrino and the storm clouds cleared for a while.

 

12 luglio 2016

Lunga 10 km, la cresta di cime e vette che va da Monte Palmina al nord fino a Cimon della Pala al sud ( tutte sopra i duemila metri e tre che superano i tremila), è spettacolare vista da qualsiasi punto. Il primo sguardo l'ho avuto mentre attraversavo l’Altipiano delle Pale all’est e poi ancora ieri da Passo Costazzo nella parte ovest. Nella foto, scattata ieri dal versante superiore di Val Venegia vicino a La Manda, si possono vedere meno della metà delle vette: da Cima del Focobon a sinistra a Cimon della Pala a destra.

Ieri sera a Rifugio Passo Valles, Fabio, quarta generazione della famiglia Cemin che da decenni offre eccezionale cura e comfort ai viaggiatori, mi ha mostrato un libro sulla storia di queste montagne scritto da Bepi Pellegrinon.  Mi sono lasciato incantare dalle mappe e dalle immagini di persone e di luoghi di un’altra epoca.

Torniamo al presente e a una cena superba a base di specialità locali: salmerino alpino affumicato, pescato dal Lago Paneveggio, burro di produzione della Malga Rolle proveniente dalla stessa mandria di mucche che ho incontrato ieri e il formaggio più buono che abbia assaggiato nella mia vita.

Stamattina Fabio mi ha informato della costruzione di una nuova pista da sci che attraversa il sentiero 658. Le possibili deviazioni erano due: in salita verso Col Margherita oppure in discesa verso Lago di Cavia. Questa scelta era da vagliare meglio più avanti.

Stavo procedendo bene sul sentiero 658 verso Forcella Pradazzo a 2200m quando è scoppiato un temporale con un gran boato. Visto che la gradine rimbalzava 50 cm da terra ho deciso di optare per la seconda scelta datami – giù verso il lago. Mentre camminavo contavo i secondi tra lampi e tuoni, 4 secondi…poi 2 secondi …poi 1 secondo, un botto enorme. Assordante.

Noi del Kop (coro della curva del Liverpool) sappiamo come gestire situazioni simili e ho alzato la testa richiamando preziosi ricordi di quando, affianco a papà, ondeggiando nella folla, cantavamo a squarciagola l’inno del Liverpool (vedi sotto) in tante occasioni gloriose. Durante tutto ciò dovevo prestare la massima attenzione a dove poggiare i piedi per non scivolare sulla superficie rocciosa del sentiero, lisciata dal passaggio di tanti stivali in oltre cent’anni.

La tempesta è durata due ore e mezza; quando finalmente ho raggiunto il Passo San Pellegrino, le nuvole temporalesche si sono disperse un po’.

 

L’inno del Liverpool “You’ll never walk alone”

Quando cammini in mezzo alla tempesta, tieni alta la testa e non aver paura del buio,
Dopo la tempesta ci sarà un cielo d’oro, e il dolce canto argentato dell’allodola.
Cammina contro il vento, cammina contro la pioggia, Anche se i tuoi sogni sono spazzati via.
Cammina ancora, cammina ancora, con il cuore pieno di speranze, e mai da solo camminerai.